Nabucco
Il re babilonese che sfida Dio, il popolo ebraico in catene, e il coro che fece piangere un'intera nazione
Nabucco conquista Gerusalemme e distrugge il tempio di Salomone. Gli ebrei vengono deportati a Babilonia. Abigaille, scoperta la propria origine servile, strappa il potere al padre — che nel frattempo, per la sua blasfemia nel proclamarsi dio, viene colpito da follia. Nabucco vaga nella sua reggia come un'ombra di se stesso.
Gli ebrei prigionieri sulle rive dell'Eufrate cantano la loro nostalgia per Gerusalemme. È il momento del 'Va, pensiero'. Abigaille governa con durezza e condanna a morte gli ebrei, inclusa Fenena convertita. Nabucco, ancora in preda alla follia, è impotente.
Nabucco ritorna in sé invocando il Dio degli ebrei. Irrompe nell'arena dove Fenena sta per essere giustiziata e la salva. Abigaille, avvelenata dai rimorsi, si uccide. Nabucco libera il popolo ebraico e ordina la ricostruzione del tempio di Gerusalemme.
Nabucco è l'opera che trasformò Verdi da compositore promettente in voce di un popolo. Il 'Va, pensiero' non parlava solo degli ebrei biblici: parlava degli italiani sotto l'occupazione straniera. Ancora oggi, alle prime di Nabucco alla Scala, il pubblico spesso canta insieme al coro.