Tristano e Isotta
L'opera che cambiò la storia della musica — un amore impossibile che dura tutta la notte
Una nave in mare. Tristano scorta Isotta in Cornovaglia per sposarla al re Marco. Isotta lo odia: lui ha ucciso il suo fidanzato Morold, poi è venuto a chiederla in sposa per il suo re. Ordina a Brangäne di preparare un veleno: vuole morire insieme a Tristano. Brangäne sostituisce il veleno con la pozione d'amore. I due bevono. Si guardano. Non c'è più niente da fare.
Il re Marco è partito per una battuta di caccia. Tristano e Isotta si incontrano di notte nel giardino del castello. Cantano il loro amore in un duetto immense — la notte come unico spazio dove esistere, il giorno come nemico che li separa. Poi arriva il traditore Melot con il re Marco. Marco è distrutto: il nipote che amava come un figlio, la promessa sposa. Non urla. Chiede solo perché. Tristano non risponde — non può. Si lascia ferire da Melot.
Il castello di Tristano in Bretagna. Tristano è ferito, febbricitante, delirante. Aspetta Isotta — solo lei può guarirlo. Kurwenal ha mandato a chiamarla. Tristano alterna stati di euforia e disperazione. Finalmente la nave arriva. Tristano si strappa le bende e corre verso di lei. Muore tra le sue braccia prima di poterla abbracciare. Arriva anche il re Marco — venuto a perdonarli. È troppo tardi. Isotta canta il suo Liebestod e muore.
Tristano e Isotta non ha una trama nel senso tradizionale: è un'esperienza. Wagner costruì per tre ore una tensione armonica irrisolta — un accordo famoso, il 'Tristanakkord', che non si risolve mai fino all'ultimo minuto dell'opera. È la musica del desiderio: sempre in attesa, mai soddisfatta. Fino alla fine.